martedì 29 settembre 2015
Gara di golf
lunedì 8 giugno 2015
Serpico maggiori controlli sui conti correnti
COME CALCOLARLA - L’Agenzia delle Entrate intende per giacenza media dei conti correnti l’importo medio dei crediti del cliente in un determinato periodo rapportato a un anno. È importante saper calcolarla, poiché serve ai fini del rilascio della DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica che consente l’accesso a diverse agevolazioni riguardati prestazioni assistenziali e sostegno al reddito. Vanno sommate le giacenze per ogni giorno dell’anno, quindi dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, e poi tale importo va diviso per 365. Nel caso di conti correnti cointestati, il saldo e la giacenza media sono pari al 50% se i titolari del rapporto sono 2, mentre scende a 33,3% se sono tre, e così via. Il dato della giacenza media andrà indicato nel modello ISEE nella prima sezione del Quadro FC.2, “Depositi e conti correnti bancari e postali”, dopo aver specificato quale tipo di rapporto finanziario si detiene (Conto Corrente, Libretto Postale, etc) va poi indicato l’ammontare del saldo contabile attivo. Qualora la giacenza media fosse superiore al saldo (perché nell’anno precedente alla presentazione della domanda il contribuente ha acquistato dei beni immobiliari o mobiliari), allora l’ISEE verrà calcolato sul saldo.
CONTROLLI FISCALI SULLA GIACENZA - L’obiettivo dei controlli fiscali sulla giacenza media dei conti correnti è quello di scoprire i soggetti usufruiscono di agevolazioni sociali senza riunire i requisiti, ovvero quelli individui che «barano» sulla propria ricchezza familiare e dichiarano molto di meno di quanto effettivamente dispongono per potere accedere alle prestazioni sociali agevolate. Si tratta di un dato in più rispetto a quelli che già sono stati comunicati per gli anni precedenti, e che riguarderà il 2014. Per i conti correnti verranno inviate quattro informazioni essenziali: saldo contabile a inizio e a fine anno, importo totale degli accrediti effettuati e quello degli addebiti nello stesso anno. Se il conto è stato aperto nell’anno verrà comunicato il saldo iniziale all’apertura, mentre se il rapporto è stato chiuso verrà inviato il saldo finale alla chiusura.
CONTI DEPOSITI E CARTE DI CREDITO - Nell’emendamento inserito nella Legge Stabilità 2015 a fine dicembre 2014, sono previste anche novità riguardanti i conti deposito, le carte di credito, le cassette di sicurezza e altri rapporti bancari e finanziari. In particolare, per i conti deposito si terrà conto del controvalore dei titoli rilevato a inizio e a fine anno e dell’importo totale degli acquisti, ad eccezione di eventuali rinnovi, e dei disinvestimenti di titoli e fondi. Per quanto riguarda le carte di credito e bancomat nel mirino ci sarà il plafond di spesa a inizio e a fine anno, nonché l’importo totale degli acquisti effettuati durante anno. Per quanto concerne le carte prepagate verrà analizzato l’importo totale delle ricariche effettuate durante l’anno.
LE ALTRE OPERAZIONI - Per le cassette di sicurezza verranno acquisite le informazioni sull’ammontare delle operazioni effettuate e del numero di accessi effettuati durante l’anno. Infine, sarà acquisito il valore totale degli acquisti e delle vendite di oro e metalli preziosi nel corso dell’anno. Il Superanagrafe dei conti correnti include anche informazioni relative ad altri rapporti finanziari e a eventuali operazioni extraconto, e servono all’Agenzia delle Entrate per combattere l’evasione fiscale. Questo database, insieme all’incrocio con i dati riguardanti il reddito dei contribuenti, consentono al Fisco di elaborare delle liste di soggetti con determinate anomalie. Su questi contribuenti “sospetti”, gli uffici dell’agenzia delle Entrate conducono particolari approfondimenti per cercare di capire se si è di fronte a una situazione di evasione fiscale o meno.
sabato 15 novembre 2014
Prelievo del 10% dai Conti ?
Un prelievo forzoso (temporaneo) del 10% sui conti dei cittadini d’Europa.
L’idea, che potrebbe far traballare non solo l’instabile Italia ma tutto il continente, le banche e le borse, sboccia, come un fungo velenoso, in un report del Fondo monetario internazionale.
«Piuttosto che appesantire il carico fiscale delle imprese e far scendere ancora di più le buste paga», scrive l’istituto finanziario internazionale, «perché non andare a toccare i capitali dormienti?». Ma il risparmio degli Italiani e degli Europei , non è capitale dormiente, e allora, bisognerebbe capire che cosa intendono per dormiente!
Hanno capito, pare , che le misure drastiche di austerity, non hanno avuto i risultati attesi, anzi hanno depresso l'economia REALE, e spiega la proposta del Fmi che non hanno portato ad una riduzione del debito pubblico, in modo da riportare il livello del debito pubblico a livelli pre-crisi, si potrebbe ricorrere ad prelievo con tasso alto (10%) dei risparmi netti positivi dei nuclei familiari di 15 paesi della zona euro».
A casa nostra - se si dovesse dare seguito alla proposta contenuta a pagina 49 del “Fiscal Monitor” pubblicato giusto a ottobre 2013 - la mazzata ammonterebbe a 245 miliardi di euro. Stiamo parlando di una decima (forse restituibile) sulla ricchezza complessiva visto che a spanne conti correnti, pronti contro termine, depositi ammontano alla bellezza di 1.500 miliardi. Soldi e beni che, per circa 900 miliardi, fanno capo alle famiglie, mentre gli altri 200 miliardi sono imputabili a imprese, e assicurazioni e banche.
Non che la proposta di tosare i risparmiatori andando, magari notte tempo, a mettere le mani nei conti correnti sia nuovissima. A marzo Jörg Kramer, capo economista di Commerzbank, intervistato dal quotidiano Handelsblatt aveva suggerito l’introduzione, anche per Italia, di un prelievo forzoso pari addirittura al 15%. «Con questo prelievo forzoso», spiegava Kramer giusto nei giorni successivi allo scippo di Cipro, «i conti pubblici italiani potrebbero risollevarsi». Con un incasso (fatta salva la clausola dell’intangibilità dei conti sotto i 100mila euro), di circa 130 miliardi di euro. E ancora: a giugno il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, aveva ipotizzato - incassando la levata di scudi di Francia, Gb e Svezia - la proposto di effettuare un prelievo dell’8% sui depositi bancari per garantire la «sopravvivenza delle banche in difficoltà».
In Italia - già nel 1992 - l’allora presidente del Consiglio, Giuliano Amato, passò nottetempo a pescare ben 5 miliardi di euro (10mila miliardi di lire) applicando un prelievo forzoso del 6 per mille sui conti. Quella notte tra l’11 e il 12 luglio del 1992 passerà alla storia nel ricordo indelebile degli italiani tassati e beffati dal governo tecnico. L’aspetto sconfortante è che neppure quello scippo bastò ad evitare la svalutazione della lira fummo costretti ad abbandonare il Sistema monetario europeo. Insomma un flop.
La cicatrice più dolorosa - che da mesi ha messo in allarme correntisti e risparmiatori terrorizzati da una duplicazione su scala europea - è la mazzata rifilata ai pingui conti deposito (e correnti) dei ciprioti appena a metà marzo. Su ordine della troika europea (Bce, Ue e proprio Fondo monetario), il governo di Nicosia fu obbligato ad un prelievo forzoso da 5,8 miliardi. Clausola indispensabile per incassare i 10 miliardi di aiuti dell’Europa. Se oggi a noi si applicasse la timida percentuale cipriota (6,75% nell’aliquota minima), in Italia verrebbero succhiati via 56,7 miliardi di cui 43,9 dai conti correnti e depositi bancari degli italiani (650 miliardi), mentre gli altri 12,8 miliardi sarebbero prelevati dai 200 miliardi depositati sui conti delle aziende. Arrivando ad un prelievo di un decimo degli attivi si raggiungerebbero i 130 miliardi in un solo colpo. A Cipro la manovra fu faticosamente tollerata perché nel’isola dormivano capitali dubbi di origine russa, tanto è vero che ai depositi oltre i 100mila euro venne applicata una maxi cedola del 37,5%. In Italia diranno che tutta la ricchezza è della mafia e quindi è sacrosanto prelevarne (temporaneamente) il 10%? Poi che faranno: chiameranno il Padrino per la fantomatica restituzione?
giovedì 20 febbraio 2014
Nuova tassa sui bonifici dall'estero
martedì 18 febbraio 2014
Nuova Tassa sui bonifici dall'estero
venerdì 20 dicembre 2013
Unione bancaria, accordo raggiunto all'Ecofin
Cosa cambia dopo che l'Ecofin ha raggiunto l'accordo sul meccanismo che farà fallire le banche in modo controllato (Srm), senza che la loro crisi metta a rischio il sistema finanziario o gli Stati.
L'intesa, fu definita "storica" dal ministro dell'Economia italiano Fabrizio Saccomanni, è stata trovata dopo oltre 12 ore di negoziati e preceduta, dall'accordo dellEurogruppo.
L'obiettivo generale del progetto è quello di evitare nuove crisi della zona euro, spezzare il legame fra le crisi finanziarie e quelle dei debiti pubblici dei Paesi e ripristinare la fiducia degli investitori nel settore.
Poco dopo la mezzanotte, dopo giorni di sfiancanti trattative, i ministri delle finanze europei, Germania compresa, hanno raggiunto un accordo sul meccanismo di salvataggio delle banche.
Necessario per concludere la tanto ricercata intesa sull'unione bancaria, voluta e caldeggiata da Mario Draghi.
In sostanza si è deciso che, visto che siamo tutti sulla stessa barca europea, è giusto e corretto che i rischi vengano condivisi. Per questo è stato istituito un fondo comune per i salvataggi, finanziato dalle banche stesse, e completato progressivamente in dieci anni a partire dal 2015.
Con la possibilità di usare anche un temporaneo "salvagente", il cosiddetto backstop, che opererà in parallelo al fondo salva stati Esm, per liquidare, quando necessario, la banca in difficoltà senza scatenare il tanto temuto effetto domino sugli altri istituti.
Per evitare insomma che si ripeta un caso Lehman Brothers, ancora incubo di tutti gli operatori finanziari.
Ma nelle stesse ore è stata presa anche un'altra decisione, forse non storica, ma certamente destinata a impattare sulla finanza e sull'economia mondiale.
Dopo cinque anni di iniezione senza condizioni di liquidità sul mercato, la banca centrale americana ha deciso di cominciare a ridurre l'aiuto, il cosiddetto stimulus. E così Bernanke ha annunciato che la Fed ridurrà a 40 miliardi di dollari al mese gli acquisti di titoli di stato contro i 45 miliardi di dollari attuali e a 35 miliardi di dollari quelli di titoli legati ai mutui dai 40 miliardi attuali.
Il mercato, quello di Wall Street, per ora ha reagito con i nervi saldi. Vedremo come reagiranno le piazze europee. Anche perchè Bernanke ha comunque rassicurato i mercati: una politica monetaria molto accomodante resta appropriata, ha detto.
E i tassi resteranno bassi fino a che il tasso di disoccupazione non sarà sceso saldamente sotto il 6,5%.
Conclusione, occhio alle banche dove si investe e bisognerá stare attenti a concentrarsi anche sulle obbligazioni bancarie.
mercoledì 18 dicembre 2013
Conti deposito ...sono partiti i SALDI









