«Essere Financial Advisor da sempre è stato il mio credo. Condividere con il mio Cliente, la mia disponibilità, la sicurezza, la trasparenza, la solidità e la serietà. Questo si ottiene solo se la cultura finanziaria viene condivisa e vissuta con il mio Cliente. Aiutami ad aiutarti.»

martedì 29 settembre 2015

Gara di golf

Il 26 settembre , continuando la tradizione ho invitato amici , soci e Clienti a disputare una gara di golf.
Mi ha fatto piacere vedere tanta gente e tanti bei risultati, sano agonismo.
Alla premiazione quest'anno sono stato affiancato dal dott. Massimiliano Grillo , responsabile rapporti con la rete dei promotori per l'Italia del sud.
Infatti, anche nelle precedenti manifestazioni ho scelto di farmi affiancare , ogni anno da una società diversa, é proprio per far conoscere lo spirito di Allianz Bank, l'indipendenza che offre al Cliente la miglior possibilità di strategie d'investimento in base alle proprie esigenze.
Dopo la premiazione, i giocatori sono stati raggiunti dai familiari per un bellissimo buffet, che ha unito tutti intorno al tavolo tra risate e chiacchierate sulla giornata di golf.
Arrivederci al 2016







lunedì 8 giugno 2015

Serpico maggiori controlli sui conti correnti

La Superanagrafe dei conti correnti avrà a disposizione anche la giacenza media dei conti correnti. È una novità di quest’anno, prevista nella Legge Stabilità 2015, e diventata operativa recentemente con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che stabilisce l’obbligo per banche, Poste Italiane e altri intermediari di includere la giacenza media nei dati che devono inviare entro il 30 giugno.

COME CALCOLARLA - L’Agenzia delle Entrate intende per giacenza media dei conti correnti l’importo medio dei crediti del cliente in un determinato periodo rapportato a un anno. È importante saper calcolarla, poiché serve ai fini del rilascio della DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica che consente l’accesso a diverse agevolazioni riguardati prestazioni assistenziali e sostegno al reddito. Vanno sommate le giacenze per ogni giorno dell’anno, quindi dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, e poi tale importo va diviso per 365. Nel caso di conti correnti cointestati, il saldo e la giacenza media sono pari al 50% se i titolari del rapporto sono 2, mentre scende a 33,3% se sono tre, e così via. Il dato della giacenza media andrà indicato nel modello ISEE nella prima sezione del Quadro FC.2, “Depositi e conti correnti bancari e postali”, dopo aver specificato quale tipo di rapporto finanziario si detiene (Conto Corrente, Libretto Postale, etc) va poi indicato l’ammontare del saldo contabile attivo. Qualora la giacenza media fosse superiore al saldo (perché nell’anno precedente alla presentazione della domanda il contribuente ha acquistato dei beni immobiliari o mobiliari), allora l’ISEE verrà calcolato sul saldo.

CONTROLLI FISCALI SULLA GIACENZA - L’obiettivo dei controlli fiscali sulla giacenza media dei conti correnti è quello di scoprire i soggetti usufruiscono di agevolazioni sociali senza riunire i requisiti, ovvero quelli individui che «barano» sulla propria ricchezza familiare e dichiarano molto di meno di quanto effettivamente dispongono per potere accedere alle prestazioni sociali agevolate. Si tratta di un dato in più rispetto a quelli che già sono stati comunicati per gli anni precedenti, e che riguarderà il 2014. Per i conti correnti verranno inviate quattro informazioni essenziali: saldo contabile a inizio e a fine anno, importo totale degli accrediti effettuati e quello degli addebiti nello stesso anno. Se il conto è stato aperto nell’anno verrà comunicato il saldo iniziale all’apertura, mentre se il rapporto è stato chiuso verrà inviato il saldo finale alla chiusura.

CONTI DEPOSITI E CARTE DI CREDITO - Nell’emendamento inserito nella Legge Stabilità 2015 a fine dicembre 2014, sono previste anche novità riguardanti i conti deposito, le carte di credito, le cassette di sicurezza e altri rapporti bancari e finanziari. In particolare, per i conti deposito si terrà conto del controvalore dei titoli rilevato a inizio e a fine anno e dell’importo totale degli acquisti, ad eccezione di eventuali rinnovi, e dei disinvestimenti di titoli e fondi. Per quanto riguarda le carte di credito e bancomat nel mirino ci sarà il plafond di spesa a inizio e a fine anno, nonché l’importo totale degli acquisti effettuati durante anno. Per quanto concerne le carte prepagate verrà analizzato l’importo totale delle ricariche effettuate durante l’anno.

LE ALTRE OPERAZIONI - Per le cassette di sicurezza verranno acquisite le informazioni sull’ammontare delle operazioni effettuate e del numero di accessi effettuati durante l’anno. Infine, sarà acquisito il valore totale degli acquisti e delle vendite di oro e metalli preziosi nel corso dell’anno. Il Superanagrafe dei conti correnti include anche informazioni relative ad altri rapporti finanziari e a eventuali operazioni extraconto, e servono all’Agenzia delle Entrate per combattere l’evasione fiscale. Questo database, insieme all’incrocio con i dati riguardanti il reddito dei contribuenti, consentono al Fisco di elaborare delle liste di soggetti con determinate anomalie. Su questi contribuenti “sospetti”, gli uffici dell’agenzia delle Entrate conducono particolari approfondimenti per cercare di capire se si è di fronte a una situazione di evasione fiscale o meno.

sabato 15 novembre 2014

Prelievo del 10% dai Conti ?

Un prelievo forzoso (temporaneo) del 10% sui conti dei cittadini d’Europa. 

L’idea, che potrebbe far traballare non solo l’instabile Italia ma tutto il continente, le banche e le borse, sboccia, come un fungo velenoso, in un report del Fondo monetario internazionale. 

«Piuttosto che appesantire il carico fiscale delle imprese e far scendere ancora di più le buste paga», scrive l’istituto finanziario internazionale, «perché non andare a toccare i capitali dormienti?». Ma il risparmio degli Italiani e degli Europei , non è capitale dormiente, e allora, bisognerebbe capire che cosa intendono per dormiente! 

Hanno capito, pare , che le misure drastiche di austerity, non hanno avuto i risultati attesi, anzi hanno depresso l'economia REALE, e spiega la proposta del Fmi che non hanno portato ad una riduzione del debito pubblico, in modo da  riportare il livello del debito pubblico a livelli pre-crisi, si potrebbe ricorrere ad prelievo con tasso alto (10%) dei risparmi netti positivi dei nuclei familiari di 15 paesi della zona euro».

A casa nostra - se si dovesse dare seguito  alla proposta contenuta a pagina 49 del “Fiscal Monitor” pubblicato giusto a ottobre 2013 - la mazzata ammonterebbe a 245 miliardi di euro. Stiamo parlando di una decima (forse restituibile) sulla ricchezza complessiva visto che a spanne conti correnti, pronti contro termine, depositi ammontano alla bellezza di 1.500 miliardi. Soldi e beni che, per circa 900 miliardi, fanno capo alle famiglie, mentre gli altri 200 miliardi sono imputabili a imprese, e assicurazioni e banche. 

Non che la proposta di tosare i risparmiatori andando, magari notte tempo, a mettere le mani nei conti correnti sia nuovissima. A marzo Jörg Kramer, capo economista di Commerzbank, intervistato dal quotidiano Handelsblatt aveva suggerito l’introduzione, anche per Italia, di un prelievo forzoso pari addirittura al 15%. «Con questo prelievo forzoso», spiegava Kramer giusto nei giorni successivi allo scippo di Cipro, «i conti pubblici italiani potrebbero risollevarsi». Con un incasso (fatta salva la clausola dell’intangibilità dei conti sotto i 100mila euro), di circa 130 miliardi di euro. E ancora: a giugno  il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, aveva ipotizzato - incassando la levata di scudi di Francia,  Gb e Svezia - la proposto di effettuare un prelievo dell’8% sui depositi bancari per garantire la «sopravvivenza delle banche in difficoltà».

In Italia - già nel 1992 - l’allora presidente del Consiglio, Giuliano Amato, passò nottetempo a pescare ben 5 miliardi di euro (10mila miliardi di lire) applicando un prelievo forzoso del 6 per mille sui conti. Quella notte tra l’11 e il 12 luglio del 1992 passerà alla storia nel ricordo indelebile degli italiani tassati e beffati dal governo tecnico. L’aspetto sconfortante è che neppure quello scippo bastò ad evitare la svalutazione della lira fummo costretti ad abbandonare il Sistema monetario europeo.  Insomma un flop. 

La cicatrice più dolorosa - che da mesi ha messo in allarme correntisti e risparmiatori terrorizzati da una duplicazione su scala europea - è la mazzata rifilata ai pingui conti deposito (e correnti) dei ciprioti appena a metà marzo. Su ordine della troika europea (Bce, Ue e proprio Fondo monetario), il governo di Nicosia fu obbligato ad un prelievo forzoso da 5,8 miliardi. Clausola indispensabile per incassare i 10 miliardi di aiuti dell’Europa. Se oggi a noi si applicasse la timida percentuale cipriota (6,75% nell’aliquota minima), in Italia verrebbero succhiati via  56,7 miliardi di cui 43,9 dai conti correnti e depositi bancari degli italiani (650 miliardi), mentre gli altri 12,8 miliardi sarebbero prelevati dai 200 miliardi depositati sui conti delle aziende. Arrivando ad un prelievo di un decimo degli attivi si raggiungerebbero i 130 miliardi in un solo colpo. A Cipro la manovra fu faticosamente tollerata perché nel’isola dormivano capitali dubbi di origine russa, tanto è vero che ai depositi oltre i 100mila euro venne applicata una maxi cedola del 37,5%.  In Italia diranno che tutta la ricchezza è della mafia e quindi è sacrosanto prelevarne (temporaneamente) il 10%? Poi che faranno: chiameranno il Padrino per la fantomatica restituzione?




giovedì 20 febbraio 2014

Nuova tassa sui bonifici dall'estero

La farsa continua....oggi la nuova tassa è stata abolita. Un chiaro segnale che i Ministri (più pagati al Mondo) e il Governo navigano a vista senza una rotta....


martedì 18 febbraio 2014

Nuova Tassa sui bonifici dall'estero

RITENUTA OBBLIGATORIA - Un nuovo prelievo si abbatte sui conti correnti. Dal 1° febbraio, infatti, è entrato in vigore l’obbligo da parte delle banche di una ritenuta del 20% sui bonifici in arrivo dall'estero alle persone fisiche. Le ritenute saranno automatiche (a meno di precedente richiesta di esclusione) e spetterà poi al contribuente dimostrare che le somme non hanno natura dicompenso "reddituale", ma solo patrimoniale (per esempio, il bonifico in entrata potrebbe essere una restituzione di un finanziamento effettuato negli anni passati, oppure la restituzione di una caparra, data per la conduzione di una casa in locazione all'estero.

venerdì 20 dicembre 2013

Unione bancaria, accordo raggiunto all'Ecofin

Cosa cambia dopo che l'Ecofin ha raggiunto l'accordo sul meccanismo che farà fallire le banche in modo controllato (Srm), senza che la loro crisi metta a rischio il sistema finanziario o gli Stati.

L'intesa, fu definita "storica" dal ministro dell'Economia italiano Fabrizio Saccomanni, è stata trovata dopo oltre 12 ore di negoziati e preceduta, dall'accordo dellEurogruppo.

L'obiettivo generale del progetto è quello di evitare nuove crisi della zona euro, spezzare il legame fra le crisi finanziarie e quelle dei debiti pubblici dei Paesi e ripristinare la fiducia degli investitori nel settore. 

Il compromesso sul ruolo altamente controverso del "backstop" prevede l'intervento degli Stati solo in via temporanea e, nel caso fossero necessari degli esborsi, "il settore bancario sarà responsabile del ripagamento attraverso prelievi ex post in tutti gli stati partecipanti". Su questo punto c'erano le divergenze maggiori. Alla fine l'Italia è riuscita a ottenere dalla Germania quello che voleva: uno strumento di garanzia che intervenga a fornire liquidità in ultima analisi ("backstop" o paracadute finanziario), per evitare che le crisi diventino ingestibili se un istituto in risoluzione ha finito i fondi cui attingere.

I ministri hanno inoltre concordato sull'istituzione di un'agenzia in modo tale da risolvere i problemi delle banche al più presto prima che la Bce inizi il nuovo corso di politica monetaria.

L'accordo dovrà ora passare al vaglio del Parlamento Ue e poi di nuovo all'Ecofin. Il meccanismo entrerà in vigore nel 2016. Assieme a quello di vigilanza gestito dalla Bce, che sarà operativo dal prossimo novembre, sarà alla base dell'Unione bancaria.

I commenti. Come detto, Saccomanni ha parlato di "risultato storico", paragonabile a "un'altra storica conclusione che era quella dell'unione monetaria". Anche in questo caso, aggiunge il ministro dell'Economia, "nei prossimi mesi si lavorerà". E ha sottolineato che grazie a quest'accordo "è stato esorcizzato il pericolo che si ripeta quello che è successo con Lehman Brothers". 

Il ministro dell'Economia ha quindi spiegato che in base all'intesa "i fenomeni di crisi saranno gestiti in maniera ordinata per evitare il contagio ad altri sistemi bancari", le decisioni sul default ordinato di una banca "verranno prese in 24 ore". L'accelerazione dei tempi è stata decisa "dopo le pressioni del presidente della Bce Mario Draghi a cui ci siamo associati anche noi". Secondo l'accordo, "tutte le strutture devono lavorare in un'ottica di estrema rapidità" e "i timori sollevati da alcuni sul coinvolgimento di altre strutture e persone sono stati esorcizzati". La Germania ha dovuto cedere sui "backstop": "Siamo riusciti a creare consenso sulla creazione di uno strumento o veicolo di backstop che è diverso dall'Esm ma che opera con finalità di gestione della crisi e controllo dei contagi". Per il ministro il principio è che il sistema sia finanziato dalle banche stesse, ma se c'è necessità di intervento di liquidità "viene fornito con garanzie dei governi attraverso strutture mutuali e contributi di altri Paesi, perché si riconosce che è bene risolvere una crisi anche con fondi accantonati da altri per evitare che la situazione diventi ingestibile".

In buona sostanza, ha proseguito Saccomanni, si tratta della "creazione di strutture di mutuo soccorso, e non a caso si usa la parola mutualizzazione di strutture finanziarie, che assicura che i fenomeni di crisi siano gestiti in maniera ordinata e tale da non avere ripercussioni negative su altri sistemi bancari proteggendo i depositanti, coloro che hanno i loro risparmi investiti in istituzioni finanziarie e al tempo stesso limitando l'onere per i contribuenti delle operazioni di salvataggio".

Soddisfatto anche il commissario europeo al mercato interno Michel Barnier. "Finisce l'era dei salvataggi bancari massicci e dei conti pagati dai contribuenti", ha detto sottolineando che l'accordo sul meccanismo unico di risoluzione delle banche, che "porterà stabilità finanziaria e migliori condizioni di finanziamento all'economia reale".

I contenuti dell'intesa. Vengono stabilite fondamentalmente due cose. La prima: gli Stati daranno vita ad un fondo salva-banche unico, finanziato con prelievi sugli istituti di credito a livello nazionale. Inizialmente sarà formato da compartimenti nazionali che alla fine confluiranno in un unico fondo nel giro di dieci anni. Nel primo anno, le banche in default controllato potranno attingere solo al fondo del proprio Paese, ma negli anni successivi, man mano che il fondo cresce, ci sarà una mutualizzazione progressiva delle risorse.

Il "backstop" o paracadute voluto dall'Italia assicura che nella fase iniziale del fondo, dopo l'auto-salvataggio o 'bail-in' delle banche che assegna le perdite ad azionisti, obbligazionisti e grandi depositi, se a una banca serviranno ancora fondi, si potranno avere "finanziamenti ponte" da parte degli Stati o del fondo salva-Stati Esm. Saranno possibili anche i prestiti tra compartimenti del fondo salva-banche. Per Saccomanni il principio è che il sistema sia finanziato dalle banche stesse, ma se c'è necessità possono intervenire garanzie dei governi.

La seconda componente del meccanismo di risoluzione unico è l'autorità che prende la decisione di far fallire una banca in difficoltà: sarà un board formato da rappresentanti delle autorità nazionali, che agirà su impulso della Bce. Saranno gli Stati ad avere l'ultima parola, perché la Commissione, che avrebbe voluto voce in capitolo, è stata invece in pratica estromessa. La decisione su come e quando "risolvere" una banca sarà presa in 24 ore, come voleva la Bce. Il meccanismo unico di risoluzione si applicherà a tutte le banche supervisionate dalla Bce, entrerà in vigore il 1 gennaio 2015, mentre le regole del 'bail-in' ( In principio fu Cipro e tutti (o quasi) gridarono allo scandalo. Ma il prelievo forzoso sui depositi bancari sopra i 100 mila euro in caso di dissesto finanziario rischia di essere cosa fatta. Magia del “bail in” ossia salvataggio “da dentro” in vigore dal 2018 su scala Ue. Toccherà ai singoli Paesi decidere se coinvolgere o meno e in quale misura i correntisti. Per carità. Ma la sola idea fa tremare i polsi ai comuni mortali) si applicheranno esattamente un anno dopo

A volte succede che la notte porti consiglio.  E così è accaduto a Bruxelles.

Poco dopo la mezzanotte,  dopo giorni di sfiancanti trattative, i ministri delle finanze  europei, Germania compresa,   hanno raggiunto un accordo sul meccanismo di salvataggio delle banche. 

Necessario per concludere la tanto ricercata intesa sull'unione bancaria, voluta e caldeggiata da Mario Draghi.

In sostanza si è deciso che, visto che siamo tutti sulla stessa barca europea, è giusto e corretto che i rischi vengano condivisi. Per questo è stato istituito un fondo comune per i salvataggi, finanziato dalle banche stesse, e completato progressivamente in dieci anni a partire dal 2015.

Con la possibilità di usare anche  un temporaneo "salvagente", il cosiddetto backstop, che opererà in parallelo al fondo salva stati Esm, per liquidare, quando necessario, la banca in difficoltà senza scatenare il tanto temuto effetto domino sugli altri istituti. 

Per evitare insomma che si ripeta un caso Lehman Brothers,  ancora incubo di tutti gli operatori finanziari. 

Ma nelle stesse ore è stata presa anche un'altra decisione, forse non storica, ma certamente destinata a impattare sulla finanza e sull'economia mondiale. 

Dopo cinque anni di iniezione senza condizioni di liquidità sul mercato, la banca centrale americana ha deciso di cominciare a ridurre l'aiuto, il cosiddetto stimulus. E così Bernanke ha annunciato che  la Fed ridurrà a 40 miliardi di dollari al mese gli acquisti di titoli di stato contro i 45 miliardi di dollari attuali e a 35 miliardi di dollari quelli di titoli legati ai mutui dai 40 miliardi attuali.

Il mercato, quello di Wall Street, per ora ha reagito con i nervi saldi. Vedremo come reagiranno le piazze europee. Anche perchè  Bernanke ha comunque  rassicurato i mercati: una politica monetaria molto accomodante resta appropriata, ha detto.

E i tassi resteranno bassi fino a che il tasso di disoccupazione non sarà sceso saldamente sotto il 6,5%.

Conclusione, occhio alle banche dove si investe e bisognerá stare attenti a concentrarsi anche sulle obbligazioni bancarie. 




mercoledì 18 dicembre 2013

Conti deposito ...sono partiti i SALDI

Non posso non dire , l'avevo detto.
Ora chi ha "piazzato" sfruttando queste opportunità, dovrà rientrare ...spero che decida di AFFIDARSI ad serio consulente e non alla banca, tanto dopo aver girato le varie banche per i vari conti deposito, non UNA sua banca.

LE OFFERTE NATALIZIE - Fino a qualche anno fa eravamo abituati ad assistere a promozioni natalizie di vari istituti finanziari impegnati a offrire conti deposito con tassi particolarmente vantaggiosi. Quest’anno la tradizione si è interrotta: sono pochi infatti gli istituti a sostenere offerte promozionali, tra questi c’èIwbank, che ha proposto due nuove formule di conti deposito,Iwpower 3+3, con una durata temporale pari a 6 mesi e Iwpwer 6+6 con scadenza più duratura a 12 mesi. Webank, invece  ha lanciato la promozione ExtraMoney, valida solo per coloro che sono già clienti della banca. Infine Banca Mps ha introdotto due nuova scadenze, a 3 e 9 mesi, arricchendo l’offerta di Conto Italiano di Deposito

LA PRIMA PROPOSTA - Analizzando più nel dettaglio le offerte, il conto Iwpower 3+3 riconosce un rendimento complessivo annuo lordo, fino alla scadenza del prodotto , pari a 1,50%. Mensilmente si riceve una remunerazione pari allo 0,50% lordo annuo. La remunerazione bonus, pari a 1% lordo annuo, viene concessa rispettivamente, se non si effettuano svincoli anche parziali, il 31 marzo 2014 ( prima tappa) e successivamente il 30 giugno

LA SECONDA - La seconda proposta (Iwpower 6+6) prevede un rendimento complessivo del 2% lordo annuo fino alla scadenza del prodotto. La remunerazione si costruisce attraverso lo 0,50% corrisposto mensilmente e l'1,5% lordo annuo corrisposto come bonus fedeltà il 30 giugno 2014 e il 31 dicembre 2014. Entrambi i prodotti non obbligano il sottoscrittore a mantenere le somme vincolate fino alla scadenza del deposito, infatti sono previste delle tappe intermedie che consentono di monetizzare il proprio investimento ottenendo il tasso bonus, più la remunerazione mensile certa. Per aderire è necessario essere titolari del ContoIw e apportare  nuova liquidità. La promozione ha validità fino al 14 gennaio.

L’OFFERTA WEBANK - Webank, invece mira a fidelizzare e premiare  i propri clienti presentando la nuova offerta Extramoney: apportando nuova liquidità tra il 10 dicembre e il 31 gennaio 2014 è possibile sottoscrivere, entro il 15 febbraio 2014, una o più linee Extramoney a 12 mesi, che remunerano un rendimento lordo annuo pari al 3%, in luogo del 2,25% lordo previsto dal comparto  ordinario del Deposito Webank a 12 mesi.

L’OFFERTA MPS - Infine l’offerta di Mps prevede la possibilità di attivare, relativamente al conto Italiano di Deposito, fino al 31 dicembre, vincoli della durata di 3 mesi spuntando un rendimento lordo annuo pari a 2,25%, inoltre è stata introdotta una nuova scadenza a 9 mesi con un rendimento pari a 1,75% lordo, mentre il tasso del vincolo a 6 mesi è stato incrementato a 1,50% lordo.

RENDIMENTI IN CALO - Hanno, invece,  optato per una diminuzione dei rendimenti Banca Carige e UniCredit. La prima ha abbassato dello 0,25% i tassi di ContoConto.it, il deposito a 5 mesi rende 1,25% lordo, a 10 mesi 1,50% lordo, a 15 mesi 1,75% lordo e a 20 mesi 2% lordo. Mentre Unicredit ha dato una sforbiciata ai tassi di Conto Risparmio Flessibile. La forbice dei tagli oscilla tra un minimo di 10 punti base ( per la scadenza a 12 mesi) e un massimo di 25 punti base ( per la scadenza  a 24 mesi), in negativo dello 0,15% il deposito a 18 mesi. In sintesi i nuovi tassi sono 0,85% lordo per il deposito a 12 mesi, 1,10% lordo per quello a 18 mesi e 1,30% lordo quello a 24 mesi.