domenica 28 febbraio 2016
Crisi = Opportunità
lunedì 18 gennaio 2016
Petrolio
venerdì 27 novembre 2015
bail - in
È una promozione “tecnica”, ma pur sempre una promozione. Sta di fatto che Moody’s ha rivisto al rialzo il rating di 10 banche: la valutazione di lungo termine su Unicredit, Intesa, Bnl e Banca Imi, Cassa Centrale Raiffeisen passa a Baa1, quella su Ubi e Credem a Baa2, quella su Bpm a Baa3, quella su Credito Valtellinese a Ba2, quella su Cariparma ad A3. In tutti i casi l'outlook è stabile.
Declassamento, invece, per Unicredit Leasing (che scende a Baa3) e Mediocredito Trentino Alto Adige (Ba1). Confermati, invece, i rating di Fca Bank (Baa2), Iccrea (Ba2), Banca Sella (Ba1), Cassa Centrale (Baa3) e Banca mezzogiorno (Ba1).
Rating AA attribuito ad Allianz da Standard&Poor's
martedì 29 settembre 2015
Gara di golf
giovedì 20 febbraio 2014
Nuova tassa sui bonifici dall'estero
martedì 18 febbraio 2014
Nuova Tassa sui bonifici dall'estero
venerdì 20 dicembre 2013
Unione bancaria, accordo raggiunto all'Ecofin
Cosa cambia dopo che l'Ecofin ha raggiunto l'accordo sul meccanismo che farà fallire le banche in modo controllato (Srm), senza che la loro crisi metta a rischio il sistema finanziario o gli Stati.
L'intesa, fu definita "storica" dal ministro dell'Economia italiano Fabrizio Saccomanni, è stata trovata dopo oltre 12 ore di negoziati e preceduta, dall'accordo dellEurogruppo.
L'obiettivo generale del progetto è quello di evitare nuove crisi della zona euro, spezzare il legame fra le crisi finanziarie e quelle dei debiti pubblici dei Paesi e ripristinare la fiducia degli investitori nel settore.
Poco dopo la mezzanotte, dopo giorni di sfiancanti trattative, i ministri delle finanze europei, Germania compresa, hanno raggiunto un accordo sul meccanismo di salvataggio delle banche.
Necessario per concludere la tanto ricercata intesa sull'unione bancaria, voluta e caldeggiata da Mario Draghi.
In sostanza si è deciso che, visto che siamo tutti sulla stessa barca europea, è giusto e corretto che i rischi vengano condivisi. Per questo è stato istituito un fondo comune per i salvataggi, finanziato dalle banche stesse, e completato progressivamente in dieci anni a partire dal 2015.
Con la possibilità di usare anche un temporaneo "salvagente", il cosiddetto backstop, che opererà in parallelo al fondo salva stati Esm, per liquidare, quando necessario, la banca in difficoltà senza scatenare il tanto temuto effetto domino sugli altri istituti.
Per evitare insomma che si ripeta un caso Lehman Brothers, ancora incubo di tutti gli operatori finanziari.
Ma nelle stesse ore è stata presa anche un'altra decisione, forse non storica, ma certamente destinata a impattare sulla finanza e sull'economia mondiale.
Dopo cinque anni di iniezione senza condizioni di liquidità sul mercato, la banca centrale americana ha deciso di cominciare a ridurre l'aiuto, il cosiddetto stimulus. E così Bernanke ha annunciato che la Fed ridurrà a 40 miliardi di dollari al mese gli acquisti di titoli di stato contro i 45 miliardi di dollari attuali e a 35 miliardi di dollari quelli di titoli legati ai mutui dai 40 miliardi attuali.
Il mercato, quello di Wall Street, per ora ha reagito con i nervi saldi. Vedremo come reagiranno le piazze europee. Anche perchè Bernanke ha comunque rassicurato i mercati: una politica monetaria molto accomodante resta appropriata, ha detto.
E i tassi resteranno bassi fino a che il tasso di disoccupazione non sarà sceso saldamente sotto il 6,5%.
Conclusione, occhio alle banche dove si investe e bisognerá stare attenti a concentrarsi anche sulle obbligazioni bancarie.
mercoledì 18 dicembre 2013
Conti deposito ...sono partiti i SALDI
giovedì 5 dicembre 2013
All’inseguimento (cieco) dei rendimenti
- Gli investitori si lasciano guidare dalle emozioni, in particolar modo da avidità e paura, e questo ha serie conseguenze sulle performance.
- Questa tesi è supportata dai dati, come dimostra uno studio di Morningstar sui fondisti americani dal 1994 al 2013.
- Per evitare di essere troppo esposti a questa tendenza occorre seguire alcune semplici regole.
A tutti piacerebbe avere la palla di vetro, specialmente agli investitori. Tuttavia, prevedere quale asset class sarà la migliore, quale la peggiore, che titolo balzerà e quale precipiterà, è impossibile. Morninsgtar ha più volte messo in guardia i propri lettori rispetto ai pericoli del market timing. Eppure, l’evidenza empirica continua a dimostrare che l’investitore medio insegue ciecamente i rendimenti passati, si lascia invaghire dai trend di breve periodo e raramente riesce a resistere alle più potenti emozioni in materia di finanza: l’avidità e la paura.

Nel grafico sopra, gli analisti di Morningstar hanno sintetizzato uno studio in cui hanno confrontato i rendimenti medi dei fondi per tre macro categorie (azioni Usa, azioni internazionali e obbligazioni) con i flussi in entrata e in uscita dagli stessi fondi, dal 1994 al 2013 (l’universo oggetto dello studio è quello americano). Dal grafico si nota piuttosto chiaramente come i flussi in entrata aumentino subito dopo un rimbalzo e diminuiscano dopo un periodo negativo.
L’effetto della paura
In particolare, balza all’occhio il comportamento degli investitori dopo la crisi finanziaria:
- Dal 2008 in avanti, per cinque anni di fila si sono registrati flussi molto elevati verso i fondi a reddito fisso e riscatti dai fondi azionari. In questo caso, quindi, a guidare le scelte dei risparmiatori è stata la paura esplosa con la bolla dei subprime, la quale li ha tenuti lontano dall’equity nonostante l’evidente ripresa delle performance.
- Nel 2013 (i dati si fermano a fine agosto), si può notare come i flussi verso i fondi obbligazionari restino positivi, nonostante il rendimento negativo e la prospettiva di tassi d’interesse in salita.
Qual è il risultato di queste tendenze? Che spesso gli investitori entrano ai massimi ed escono ai minini, o che comunque gli entri in tasca un rendimento inferiore a quello del mercato. Come sempre, invece di inseguire le mode (il settore X, l’asset class Y, il paese Z o il fondo N ha guadagnato molto negli ultimi sei mesi e quindi me lo compro) bisogna avere un piano finanziario di lungo periodo solido e seguire alcune regole di base.
Infatti, gli investitori che fanno trading molto di frequente e utilizzano strumenti complessi, si focalizzano spesso su dati irrilevanti, cercando di prevedere il futuro a breve termine, attività piuttosto difficile. Invece, concentrarsi su pochi ma importanti fattori, come i fondamentali di una società, il suo economic moat (vantaggio competitivo) e il suo prezzo obiettivo, avendo un orizzonte di lungo periodo, permette di aumentare le probabilità di successo.
Ad esempio, le azioni sono storicamente l’asset class più interessante dal punto di vista dei rendimenti, statisticamente si parla del 10% annuo, ma questo si accompagna a una marcata volatilità. Se non si è pronti o preparati a sopportare momenti di alta volatilità, si corre il rischio di incappare in comportamenti irrazionali dettati dal panico.
Troppi investitori sono focalizzati sulla voting machine (macchina di voto) invece che sulla weighing machine (pesatrice). Sul lungo periodo, il mercato premierà i business forti e con flussi di cassa costanti.
Mps crolla in Borsa: -5,3%. Vendono speculatori e Unicoop
L'alleggerimento delle Coop toscane e le posizioni short dei fondi aggrediscono il titolo. Oggi riunione dei vertici dell'ente, ancora in cerca di un compratore del suo 33% per ripagare i debiti il pegno e i debiti da 350 milioni. La Fondazione: "Nessuna cessione di azioni è stata avviata"
Monte Paschi alla fine (forse) si salverà, ma per farlo deve battere cassa e chiedere agli azionisti tre miliardi per l’aumento di capitale. Il che, in tempi grami come questi, non è una passeggiata. A lanciare l’allarme Altroconsumo Finanza: “Che si fa quando c’è la crisi e nessuno ha quattrini da spendere? Si fanno vendite promozionali tipo “tutto a un euro” o “svuotiamo i magazzini, causa rinnovo locali” commenta Vincenzo Somma, direttore della rivista.
Il che, nel caso di Mps, si tradurrà in una vendita delle nuove azioni a prezzi scontatissimi, anche del 40% inferiori a quelli attuali (siamo a 0,19 euro). Conseguenza di questo svuotatutto a Rocca Salimbeni – continua Vincenzo Somma – è che sarà necessario emettere una valanga di azioni, ma Fondazione Mps, che a sua volta non naviga in buone acque, non potrà comprarne o ne comprerà poche e il suo peso calerà dall’attuale 33,5% del capitale verso un ruolo limitato nelle stanze dei bottoni.
Ma per gli analisti di Altroconsumo Finanza potrebbe esserci anche di più. Questo 33,5% delle azioni è stato dato in pegno anni fa ai creditori della Fondazione stessa: Barclays, BNP Paribas, Crédit Agricole, Credit Suisse,Deutsche Bank, Goldman Sachs, Intesa Sanpaolo, JP Morgan Chase, Mediobanca, Natixis, Royal Bank of Scotland e Unicredit. Se il prezzo del titolo dovesse scendere sotto gli 0,12 euro (e con l’aumento di capitale siamo proprio sul filo) queste banche, perlopiù straniere, per via di accordi fatti in passato, potrebbero diventare le azioniste di controllo di Mps, e lasciare la Fondazione col cerino in mano. Un complotto per portare all’estero la valigetta nera coi bottoni di Mps? Gli analisti di Altroconsumo Finanza non possono dirlo con certezza, ma quel che è certo è che il tentativo della Fondazione di tenere i suoi artigli infilzati nel pancione della banca senese dopo anni di costosi insuccessi rischia il naufragio definitivo, non meno del tentativo di mantenere l’italianità di Alitalia o quella di Parmalat. Un monito.
venerdì 29 novembre 2013
I medici... la gestione ENPAM di base e un primo approfondimento categoriale
Riprendiamo il nostro percorso all’interno della professione medica, analizzata dal punto di vista previdenziale, partendo dalla porzione più importante, non foss’altro per via del fatto che è in una sua parte obbligatoria per tutti i medici. Come già specificato in precedenza l’attività di libera professione riconducibile all’ordine dei medici e odontoiatri è gestita da un unico Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici (ENPAM). Presso l’ENPAM esistono 5 tipologie di gestione per le varie categorie professionali. La gestione comune a tutti quanti gli iscritti all’ordine è il Fondo Generale, che fa riferimento specifico alla quota A di contribuzione obbligatoria per tutti e conserva una modalità di gestione a ripartizione.
Di questa ci occuperemo, come ci occuperemo anche delle eventuali attività specifiche di libera professione destinate a tutti i medici e gli odontoiatri che prestano la loro attività in regime di libera professione pura, eventualmente anche intra e extra moenia. Questa seconda quota, denominata quota B, si aggiunge in alcuni casi come specificato alla precedente quota A.
Ma vediamo ora in dettaglio requisiti e misura della pensione per le due quote descritte, il quando e quanto della pensione ENPAM di base.
Per quanto riguarda il fondo generale medici, le principali novità targate 2013 sono riassumibili in:
◾ Requisito di vecchiaia: innalzamento del requisito di vecchiaia ordinario dagli attuali 65 anni fino a 68 anni (a regime dal 2018)
◾ Pensione anticipata (opzione di pensionamento prevista solo per la quota B del fondo generale). Resta possibile andare in pensione anticipata per la quota B di pensione, ma viene introdotta l’elevazione dell’età minima che aumenterà fino a 62 anni (dal 2018). Chi sceglierà il pensionamento anticipato avrà una riduzione rispetto alla pensione ordinaria perché percepirà l’assegno per un numero maggiore di anni
◾ Contributi: previsto per le gestioni che rimangono al contributivo indiretto un aumento dei contributi a
partire dal 2015
◾ Introduzione del metodo di calcolo contributivo (pro rata): la Quota A passa al metodo di calcolo contributivo definito dalla legge 335/95. Applicato a chi ha iniziato a contribuire dal 01/01/2013 in poi.
Come si può rilevare salienti e importanti sono le novità impresse alla categoria dal recente intervento normativo. Novità che non fanno altro che inasprire i requisiti e intervenire sulla misura, ovviamente abbassando le prestazioni in maniera più o meno considerevole, in funzione dei singoli casi.
Ma ora vediamo le caratteristiche e il calcolo della pensione base per i medici, la cosiddetta Quota A.
La contribuzione per i Medici del Fondo Generale
Gli importi contributivi della porzione obbligatoria, distinti in base alle fasce di età, per tutti i medici iscritti all’albo sono i seguenti:
◾ E. 201,34 annui fino a 30 anni di età
◾ E. 390,82 dai 30 fino ai 35 anni di età
◾ E. 733,41 dai 35 fino ai 40 anni di età, oppure chi, essendo
iscritto ad INPDAP o fondi speciali, è ammesso alla contribuzione ridotta
◾ E. 1.354,46 oltre 40 anni di età.
Occorre rilevare inoltre che il contributo in quota fissa è riducibile a 1/4 per età inferiore a 30 anni, oppure a 1/2 dai 30 ai 35 anni. Ai fini della misura il reddito minimo per queste annualità è ridotto in proporzione.
Ribadiamo che il contributo minimo è sempre dovuto da tutti i medici iscritti all‘ordine a prescindere dal reddito effettivo e dalla attività svolta.
Fonte: Epheso
Pensione di vecchiaia - requisiti di accesso – il quando
◾ 65 anni e 6 mesi di età
◾ 5 anni di contribuzione e iscrizione in caso di costanza di iscrizione e contribuzione al fondo. Per il requisito anagrafico è previsto un incremento graduale fino al raggiungimento dei 68 anni a regime nel 2018, come descritto nella tabella seguente:
Eta` anagrafica In vigore fino al
65 anni e 6 mesi 31/12/2013
66 anni 31/12/2014
66 anni e 6 mesi 31/12/2015
67 anni 31/12/2016
67 anni e 6 mesi 31/12/2017
68 anni da 01/01/2018 a regime
Nota: E’ possibile rinviare il pensionamento sino al raggiungimento del 70° anno di età, ove l‘iscritto si
avvalga della facoltà di proseguire nella contribuzione alla “Quota A“ del Fondo.
Oppure
◾ 65 anni di età
◾ 20 anni di contribuzione accreditata.
Opzione di ricalcolo contributivo in relazione all‘intera anzianità contributiva maturata. (Per la Quota A continua a non essere prevista la pensione anticipata. Tuttavia, è stata mantenuta la possibilità di
andare in pensione a 65 anni per chi sceglierà il contributivo (legge 335/95) su tutta l’anzianità maturata.)
Misura per il calcolo della pensione di vecchiaia sistema retributivo misto (pro rata) – il quanto
Occorre rilevare che per i contributi dovuti dal 1° gennaio 2013 riferiti alla quota A, è stato introdotto il
sistema contributivo, mentre per contributi dovuti fino al 31.12.2012 rimangono valide le modalità di determinazione previgenti, e quindi il sistema di calcolo retributivo.
Ciò significa che la pensione è d’ora in poi calcolata con il sistema misto, o pro rata che dir si voglia, sino ad un momento in cui, per gli iscritti post 2012, sarà in vigore la pensione di base calcolata con il solo sistema di calcolo contributivo (seconda parte della formula qui riportata).
Ma vediamo in dettaglio la prestazione e la relativa formula di calcolo:
P= Rp1 * (Ac97 * q1 + (Ac06 - Ac97) * q2 + (Ac12 - Ac06) * q3) + Mc * Ke
Rp1 – retribuzione pensionabile, ricostruita da tutti i contributi minimi effettivamente versati ante 2013 divisi per 0,125, e rivalutati al 75% del tasso d’inflazione ISTAT
Ac97 - anni di contribuzione maturati sino al 31/12/1997
Ac06 - anni di contribuzione maturati sino al 31/07/2006
Ac12 - anni di contribuzione maturati sino al 31/12/2012
q1 - rendimento annuo = 1,10%
q2 - rendimento annuo = 1,75%
q3 - rendimento annuo = 1,50%
Per tenere conto delle annualità successive al 2013 fino alla decorrenza della pensione, l’importo della quota retributiva viene rivalutata al 75% dell’indice ISTAT per gli ultra 50enni e al 100% dello stesso per i restanti.
Mc - montante contributivo maturato a partire dal 01/01/2013, calcolato accreditando i contributi effettivamente versati e rivalutati fino all’anno antecedente il pensionamento al tasso di medio di crescita del PIL registrato nel quinquennio antecedente
ke - coefficiente relativo all‘età vigente nell’assicurazione obbligatoria INPS (si faccia riferimento a quelli riportati sul sito dell’ente previdenziale pubblico di riferimento per avere l’ordine di grandezza relativo)
Scopriamo ora come si sviluppa la pensione della eventuale quota B di pensione, quella destinata a chi svolge la libera professione pura.
La contribuzione per i Medici del Fondo Generale
In aggiunta alla quota A ecco i contributi previsti per chi svolge la libera professione. Sono imponibili presso la Quota B i redditi, i compensi di lavoro autonomo svolto in forma individuale e associata, oppure derivanti dallo svolgimento dell‘attività intramoenia e delle attività libero professionali ad essa equiparate, gli utili da opere dell‘ingegno, di brevetti industriali, o per incarichi di amministratore di società o enti di finalità medica, ecc.
Non costituiscono imponibile i redditi già soggetti a contribuzione obbligatoria presso i Fondi Speciali gestitiPensione di vecchiaia - requisiti di accesso – il quando
◾ 65 anni e 6 mesi di età
◾ 5 anni di contribuzione e iscrizione in caso di costanza
di iscrizione e contribuzione al fondo.
Per il requisito anagrafico è previsto un incremento graduale fino al raggiungimento dei 68 anni a regime nel 2018, come descritto nella tabella seguente:
Eta` anagrafica In vigore fino al
65 anni e 6 mesi 31/12/2013
66 anni 31/12/2014
66 anni e 6 mesi 31/12/2015
67 anni 31/12/2016
67 anni e 6 mesi 31/12/2017
68 anni da 01/01/2018 a regime
Nota: E’ possibile rinviare il pensionamento sino al raggiungimento del 70° anno di età, ove l‘iscritto si
avvalga della facoltà di proseguire nella contribuzione alla “Quota A“ del Fondo.
Oppure
◾ 65 anni di età
◾ 20 anni di contribuzione accreditata.
Opzione di ricalcolo contributivo in relazione all‘intera anzianità contributiva maturata.
(Per la Quota A continua a non essere prevista la pensione anticipata. Tuttavia, è stata mantenuta la possibilità di andare in pensione a 65 anni per chi sceglierà il contributivo (legge 335/95) su tutta l’anzianità maturata.)
Misura per il calcolo della pensione di vecchiaia sistema retributivo misto (pro rata) – il quanto Occorre rilevare che per i contributi dovuti dal 1° gennaio 2013 riferiti alla quota A, è stato introdotto il sistema contributivo, mentre per contributi dovuti fino al 31.12.2012 rimangono valide le modalità di determinazione previgenti, e quindi il sistema di calcolo retributivo.
Ciò significa che la pensione è d’ora in poi calcolata con il sistema misto, o pro rata che dir si voglia, sino ad un momento in cui, per gli iscritti post 2012, sarà in vigore la pensione di base calcolata con il solo sistema di calcolo contributivo (seconda parte della formula qui riportata).
Ma vediamo in dettaglio la prestazione e la relativa formula di calcolo:
P= Rp1 * (Ac97 * q1 + (Ac06 - Ac97) * q2 + (Ac12 - Ac06) * q3) + Mc * Ke
Rp1 – retribuzione pensionabile, ricostruita da tutti i contributi minimi effettivamente versati ante 2013 divisi per 0,125, e rivalutati al 75% del tasso d’inflazione ISTAT
Ac97 - anni di contribuzione maturati sino al 31/12/1997
Ac06 - anni di contribuzione maturati sino al 31/07/2006
Ac12 - anni di contribuzione maturati sino al 31/12/2012
q1 - rendimento annuo = 1,10%
q2 - rendimento annuo = 1,75%
q3 - rendimento annuo = 1,50%
Per tenere conto delle annualità successive al 2013 fino alla decorrenza della pensione, l’importo della quota retributiva viene rivalutata al 75% dell’indice ISTAT per gli ultra 50enni e al 100% dello stesso per i restanti.
Mc - montante contributivo maturato a partire dal 01/01/2013, calcolato accreditando i contributi effettivamente versati e rivalutati fino all’anno antecedente il pensionamento al tasso di medio di crescita del PIL registrato nel quinquennio antecedente
ke - coefficiente relativo all‘età vigente nell’assicurazione obbligatoria INPS (si faccia riferimento a quelli riportati sul sito dell’ente previdenziale pubblico di riferimento per avere l’ordine di grandezza relativo)
Scopriamo ora come si sviluppa la pensione della eventuale quota B di pensione, quella destinata a chi svolge la libera professione pura.
La contribuzione per i Medici del Fondo Generale
In aggiunta alla quota A ecco i contributi previsti per chi svolge la libera professione. Sono imponibili presso la Quota B i redditi, i compensi di lavoro autonomo svolto in forma individuale e associata, oppure derivanti dallo svolgimento dell‘attività intramoenia e delle attività libero professionali ad essa equiparate, gli utili da opere dell‘ingegno, di brevetti industriali, o per incarichi di amministratore di società o enti di finalità medica, ecc.
Non costituiscono imponibile i redditi già soggetti a contribuzione obbligatoria presso i Fondi Speciali gestiti dalla Fondazione ENPAM ivi compreso il reddito Fonte: Epheso corrispondente al contributo minimo relativo alla cosiddetta quota A. La misura del contributo è la seguente :
◾ 12,50% sino all‘importo di E. 70.000,00
◾ 1% sul reddito eccedente tale limite.
Nota: per il contributo soggettivo è previsto dal 1°
gennaio 2015 un aumento graduale dell‘1% all‘anno fino a un massimo del 19,5% (nel 2021). Gli iscritti che contribuiscono ad altre forme di previdenza obbligatoria (compresi i Fondi Speciali E.N.P.A.M), possono essere ammessi alla contribuzione ridotta nella misura del 2% sino ad E. 70.000,00.
I pensionati del Fondo Generale, se percepiscono compensi libero-professionali, sono tenuti a versare
il contributo nella misura del 50% della contribuzione ordinaria (6,25% per il 2013), salva espressa opzione per il pagamento nella misura intera. L‘aliquota dell‘1% rimane invariata.
Per ciò che concerne i requisiti di pensione (il quando) esistono due opzioni distinte. La vecchiaia classica e quella anticipata, o anticipabile, secondo determinati requisiti che scandagliamo di seguito.
Pensione di vecchiaia – il quando
◾ 68 anni di età
◾ 5 anni di contribuzione e iscrizione in caso di costanza
di iscrizione e contribuzione al fondo.
Per il requisito anagrafico è previsto un incremento graduale fino al raggiungimento dei 68 anni a regime nel 2018, come descritto nella tabella.
Eta` anagrafica In vigore fino al
65 anni e 6 mesi 31/12/2013
66 anni 31/12/2014
66 anni e 6 mesi 31/12/2015
67 anni 31/12/2016
67 anni e 6 mesi 31/12/2017
68 anni da 01/01/2018 a regime
Nota: è possibile rinviare il pensionamento sino al raggiungimento del 70° anno di età, ove l‘iscritto si
avvalga della facoltà di proseguire nella contribuzione alla “Quota A“ del Fondo.
Pensione di vecchiaia anticipata – il quando
◾ 59 anni e 6 mesi di età.
◾ 35 anni di effettiva contribuzione al fondo
◾ 30 anni dalla data di laurea
Per il requisito anagrafico è previsto un incremento graduale, come descritto nella tabella seguente:
Eta` anagrafica In vigore fino al:
59 anni e 6 mesi 31/12/2013
60 anni 31/12/2014
60 anni e 6 mesi 31/12/2015
61 anni 31/12/2016
61 anni e 6 mesi 31/12/2017
62 anni da 01/01/2018 a regime
Oppure:
◾ Qualsiasi età
◾ 42 anni di effettiva contribuzione al fondo
◾ Cessazione dell‘attività con il S.S.N..
Ai fini dell’anzianità contributiva concorrono sia i periodi riscattati per il conseguimento della laurea e/o specializzazione, sia i contributi versati ad altri fondi Speciali Enpam.
Misura per il calcolo della pensione di vecchiaia sistema retributivo / contributivo indiretto ENPAM
P= (Rp * (Ac12 * q1 + (Ac - Ac12) * q2)) * Ka
Rp – Retribuzione pensionabile calcolata su tutti i redditi imponibili effettivi (tenendo conto delle quote
escluse per quota A). La rivalutazione dei redditi, ai fini del calcolo delle prestazioni, è pari al 100% per i redditi riferiti agli anni dal 1990 al 1997, al 75% di tale indice per gli anni dal 1998 al 2012. Dal 1°gennaio 2013 l’indice ISTAT è pari al 75% per gli iscritti che a tale data hanno compiuto i 50 anni di età ed al 100% per gli iscritti infracinquantenni.
La quota di imponibile eccedente il tetto di 70.000 E. (che dal 2015 sarà equiparata al massimale
contributivo INPS) è computata mediamente al 3,5% dell’effettivo importo.
Ac12 - anni di contribuzione maturati sino al 31/12/2012
Ac - anni di contribuzione maturati alla decorrenza della
q1 - rendimento annuo = 1,75%
q2 - rendimento annuo = 1,25%
Ka - Il sistema di calcolo retributivo qui descritto, in
caso di pensione anticipata o posticipata rispetto all’età di pensione di vecchiaia, viene rimodulato tramite l’applicazione di coefficienti correttivi calcolati in proporzione all’età effettiva al momento di conseguimento della pensione. Questo meccanismo è noto come sistema contributivo indiretto ENPAM. La penalizzazione effettiva è variabile da 0% ad un massimo del 35%
Conclusioni
Come si evince chiaramente dal grafico sottostante, la quota A di pensione ha un rapporto di tasso di sostituzione atteso proporzionale ai contributi versati. Più assistenziale, con tante prestazioni accessorie per i famigliari, che previdenziale, la quota obbligatoria ha una funzione di basso profilo per la categoria dei medici e per la loro copertura previdenziale. La situazione non migliora certo, in questo caso, aggiungendo la componente di quota B, osservando altresì, se ce ne fosse stato bisogno,
che l’introduzione del computo contributivo ha notevolmente peggiorato la situazione del tasso di sostituzione atteso per le giovani generazioni. Occorre pertanto intavolare una politica di gestione attenta e preventiva della componente previdenziale, al fine di ottenere ed elaborare tassi di sostituzione attesi più consoni e congruenti con lo stile di vita della categoria.
























